| Scoperte | Automi, Neuchâtel |
"A priori, si trattava semplicemente di bambole mobili che facevano dei gesti banali della vita quotidiana. Rapidamente, le spiegazioni appassionate del dimostratore ci hanno lasciato senza parole: questi capolavori del XVIII secolo meritavano a pieno titolo la loro denominazione di antenati del computer moderno! Lo scrittore in particolare è una meraviglia di precisione, capace di immergere la piuma nel suo calamaio e di giocare con il nostro alfabeto, dopo chiaramente l’intervento del programmatore. La musicista seduce con la sua grazia: le sue dita spingono verosimilmente i tasti dell’organo! Quanto al disegnatore, egli ci offre un piccolo «cagnolino» abbozzato delicatamente con la matita. Tre piccoli geni che hanno affascinato tutto il gruppo. "
I contemporanei del 1970